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Nantes e le virtù dell’umano …

E’ di ieri la notizia dell’incendio sviluppatosi nella cattedrale di Nantes, gioiello tardogotico, in una possibile replica – per fortuna poi sventata – di quanto accaduto l’anno scorso a Notre Dame.

La lunga storia del duomo della città sulla Loira è peraltro ricca di altri incendi, di piccoli crolli, di numerosi restauri.

Dei due capolavori conservati nella chiesa, uno, il grande e antico organo, è andato perduto, l’altro, il monumento funebre del duca di Bretagna e di sua moglie, dell’inizio del XVI secolo – e quindi già rinascimentale – è per fortuna intatto, e continua ad essere ornato di quattro bellissime figure femminili, rappresentanti le virtù cardinali.

A partire da esse, ed in particolare da una di loro, si parlava della cattedrale di Nantes su questo blog il 1° dicembre di cinque anni fa:

“Cattedrale di Nantes, nord-ovest della Francia.
All’interno di questo capolavoro dell’architettura gotica il monumento funebre del duca Francesco II di Bretagna e di sua moglie, dell’inizio del ‘500.
Il sepolcro in marmo è decorato dalle statue dei dodici apostoli e da quattro figure femminili, che rappresentano le virtù cardinali (Fortezza, Giustizia, Prudenza e Temperanza).
Nel particolare la raffigurazione della Giustizia.

Essa impugna la spada, è una necessità. Ma un velo ne copre la punta, perché la vera giustizia può punire, può colpire di taglio; ma non può mai trafiggere, non può togliere la vita”.

Francesco De Palma

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