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Lettera alla scuola che riparte …

“Carissima Scuola, ho pensato di scrivere una lettera proprio a lei, perché mi è molto cara e sono stato preoccupato tanto per lei …”. Inizia così il messaggio che il vescovo di Bologna, card. Zuppi, ha voluto indirizzare a studenti, insegnanti, genitori, personale scolastico del capoluogo emiliano, per un rientro mai così atteso e mai così problematico.

Lei è una signora sempre giovane e ha la sapienza dei vecchi”, continua Zuppi. “Con lei tutti si sentono a casa, anche chi ha più difficoltà degli altri, chi viene da lontano e qualche volta è visto male e con disprezzo. Lei accoglie tutti e ha speranza per ogni persona. Riesce a scoprire le capacità nascoste in ognuno. […] Quanto sei importante! Per questo ti voglio proprio dire all’inizio di questo nuovo anno: grazie. E grazie anche a tutti quelli che ti amano e ti ‘fanno bella’ con il loro impegno e con il loro lavoro, che si spendono per te”.

La scuola come ambiente da riscoprire e per cui essere grati. Ma poi il vescovo viene all’oggi, alle nubi che si profilano sul pianeta scuola, alle sfide di una riapertura assolutamente inedita: “Che situazione difficile abbiamo vissuto e stiamo affrontando! Chi lo avrebbe mai immaginato! Quante abitudini ha fatto cambiare a tutti! E anche quante cose vere abbiamo imparato!” Ma “più il presente è incerto più dobbiamo guardare al futuro […]. Con te si prepara il futuro e il futuro inizia oggi! Il virus sembra rendere tutto brutto e pericoloso. Tu, invece, ci insegni a conoscere il mondo e a renderlo migliore. Tutti possiamo fare qualcosa. Voglio che sia un futuro bello: per navigare i marinai guardano la stella polare e così trovano il porto dove devono arrivare. Io sono sicuro che tutti troveranno nelle tue aule la stella che li aiuterà a navigare”.

“Io vorrei che nello zaino di tutti vi siano tanta volontà e tanta speranza e so che tu ce le farai crescere dentro”, conclude il cardinale. “Chiedo a Dio di benedirti […] perché cerchi sempre il bene di ognuno e sai che ce ne è un pezzo in ognuno, […] perché Lui vuole che l’Uomo sia davvero uomo […]. Sei benedetta scuola. Grazie!”

E, per chi volesse leggere tutta la lettera, ecco il link.

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