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Iu un mondo governato da uomini, in Europa governano tre donne!

Dopo aver celebrato la Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza verso le donne, rimarchiamo la storia e l’impegno di alcune che oggi stanno reggendo le sorti dell’Europa e dell’Unione stessa.

La prima è Angela Merkel, Cancelliera federale della Germania in carica, che sta scrivendo e guidando la storia politica ed economica della Germania. Lei governa il paese più potente della UE e, di riflesso, sta tenendo salde le redini della stessa Unione Europea. Angela Merkel, ad un anno dalla scadenza del suo terzo mandato, ha attraversato e sta attraversando anni difficili per l’Unione, sia politica per alcuni stati membri, che economica e sociale, a causa della pandemia di Covid 19.

Negli ultimi 15 anni, in cui lei ha governato senza interruzioni, l’Europa ha affrontato diverse problematiche. Già nel 2005, anno di inizio del primo mandato da Cancelliera, aveva avuto sentore di un possibile fallimento del progetto di Costituzione europea. In effetti, nel 2007 il rischio prese corpo, e Angela Merkel insieme agli altri capi di stato europei, giunsero ad una revisione dell’Istituzione, con la ratifica del Trattato di Maastricht. Un Trattato che ha salvato dal fallimento l’idea di Europa, e ha portato avanti la sua crescita istituzionale.

Negli anni successivi, prima gli Usa e poi anche alcuni paesi del Sud Europa hanno vissuto una grave crisi economica dovuta ai debiti sovrani, cioè quando i tassi di interesse dei prestiti di Grecia ed Irlanda avevano raggiunto livelli insostenibili. Furono investiti dalla grave crisi anche l’economia del Portogallo e anche la Spagna e l’Italia. In questa nuova vicenda, Angela, prima insicura su quali passi percorrere, gradualmente riuscì a trovare in sé una fortissima determinazione: quella nel salvare l’economia dei paesi in difficoltà e la stessa moneta europea.

Ha affrontato crisi anche in campo umanitario, sia abbandonando l’opzione dell’energia nucleare, in particolare dopo il disastro ambientale occorso a Fukushima, sia con la crisi dei migranti, quando, nel 2015, Angela Merkel decise di accogliere in Germania circa un milione di stranieri. Questa, probabilmente, è stata la decisione più illuminata della sua lunga carriera politica: comprese che, in prospettiva, respingere i migranti provenienti dalla Siria nei Paesi balcanici, avrebbe aperto una nuova profonda crisi, i cui esiti – nell’area balcanica – potevano divenire molto pericolosi, in quanto la regione era stata già teatro di gravissime lacerazioni e scontri.

Trattato di Maastricht

Riuscì anche a superare indenne una grave crisi politica nel Paese, intentata dall’estrema destra, dopo la decisione di accogliere gli stranieri nel Paese.

Oggi, sta gestendo la crisi dovuta alla pandemia di Covid, e sta anche lavorando ad un progetto per realizzare un modello federale di Europa.

Negli anni della presidenza Trump, l’Europa ha vissuto l’allontanamento della politica USA verso di lei. Così, la nomina di Ursula von Der Leyen a capo della Commissione Europea dal 1° dicembre 2019, ha rappresentato un sostegno politico concreto dall’interno, per una concertazione politica, tra la potente Germania e la UE.

Nel 2021 scadrà il mandato di Angela Merkel e potrebbe non candidarsi per un quarto mandato. L’arrivo di Ursula von Der Leyen rappresenta, così, una boccata d’ossigeno, per la sicurezza istituzionale con cui è guidato l’organismo europeo. Intanto, ha già infranto un tabu: è la prima donna ad essere stata eletta alla Presidenza della UE.

In realtà, c’è un’altra donna che sta dirigendo un grande organismo europeo, dal luglio 2019: è Christine Lagarde, a capo della Banca Centrale Europea.

Già ministro per l’Economia, nel 2011 è stata chiamata alla direzione del Fondo Monetario Internazionale. Anche in questo ruolo lei è stata la prima donna ad essere prima stata eletta e poi anche riconfermata.

Nel mese di luglio scorso, il Presidente del Senato italiano Elisabetta Casellati aveva subito notato la grande novità nell’organismo europeo… retto da ben tre donne!

Ha detto:

«Tre donne alla guida dell’Europa sono un traguardo storico nella lunga battaglia per l’affermazione femminile nel mondo del lavoro e delle istituzioni».

Ha poi aggiunto:

«Come donna mi auguro che la sensibilità e la concretezza che ci contraddistinguono possano portare a un deciso cambio di passo nell’aiutare l’Italia e l’Europa a superare questo difficile momento».

Oggi l’Europa è governata da questo moderno “triunvirato”, formato da formidabili donne: la speranza è che sappiano gestire questa crisi mondiale e traghettare l’Europa più forte di prima, fuori da questo tempo segnato da una tempesta che imperversa a livello mondiale.

Germano Baldazzi

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