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L’Africa, area di libero scambio …

Il 1° gennaio scorso è nata l’area di libero scambio africana, il più grande – per numero di aderenti – mercato unico del mondo. E’ l’African Continental Free Trade Area (AfCFTA), con sede nella capitale del Ghana, Accra.

Si tratta di un accordo cui hanno aderito 54 delle 55 nazioni africane (soltanto l’Eritrea non ha firmato) e impegna i paesi del continente ad abbattere quasi completamente (almeno del 90%) le tariffe doganali. Questo passo consentirebbe il libero transito di materie prime, beni e servizi in tutta l’Africa.

Si stima che l’accordo farà aumentare il volume del commercio intra-africano, almeno del 50%. E che il progetto porterà alla creazione di milioni di nuovi posti di lavoro.

La firma dell’Accordo è un successo di tutti, e in particolare dell’Unione Africana (UA). Chi aveva frenato di più era stata la Nigeria, che vale il 14% del PIL continentale, per timore di vedersi mettere in discussione tale primato. Ma Egitto, Marocco, Tunisia, Ghana, Camerun, Sudafrica ed altri hanno tirato la volata a un ragionamento più audace e complessivo, riuscendo a convincere tutti i vari governi, a Nord e a sud del Sahara.

Secondo l’UA il commercio intra-africano è in media soggetto ad una tariffa del 6%. E’ facile intravedere allora i benefici in termini di prezzi, di concorrenzialità, di movimentazione delle merci di cui godranno tutti i soggetti continentali.

Inoltre tale accordo dovrebbe superare la strettoia attuale che vede molti paesi africani specializzati nell’esportazione di poche materie prime, mentre, si potrebbe invece incrementare lo scambio interfrontaliero, come pure far emergere il commercio informale.

Francesco De Palma

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