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Giornata Mondiale del Libro 2021

Oggi si celebra la Giornata Mondiale del Libro. Nata per iniziativa dell’UNESCO che, nel 1995, ha ratificato una risoluzione avanzata da 12 paesi mondiali, in cui si proclama per il 23 aprile la “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore”.

La data stabilita ha un valore simbolico: infatti nel 1616 scomparvero tre grandi scrittori di fama mondiale: William Shakespeare, Miguel de Cervantes, e lo scrittore peruviano Inca Garsilaso de la Vega, e proprio nella stessa data in Catalogna dal 1931, si celebrava un evento simile.

Dal 1995, l’UNESCO patrocina l’evento per promuovere la lettura e la pubblicazione, incoraggiando a scoprirne il piacere. Inoltre, ribadisce quanto sia fondamentale il contributo degli autori che, con il loro lavoro, agevolano il progresso sociale e culturale dell’umanità.

Quest’anno, per iniziativa dell’Istituzione Biblioteche di Roma, insieme all’Associazione Italiana Editori (Aie), oggi e domani in diretta streaming si svolge l’iniziativa: ‘Leggere, sempre’. Un festival che in due giorni sollecita ed anima il piacere di leggere ed aiuta a riscoprire le biblioteche pubbliche.

Lo scopo precipuo della Giornata Mondiale del Libro è quello di riavvicinare alla lettura. Infatti, “il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”, affermava Daniel Pennac, ma non è solo un’affermazione di sapore romantico…

Diceva Umberto Eco, grande scrittore e raffinato uomo di cultura, da poco scomparso:

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro”.

Eppure, negli ultimi anni vi era stato un lento calo dei lettori e dell’acquisto dei libri in formato cartaceo: sembrava quasi che i libri fossero destinati a divenire uno strumento per cultori, un po’ come stava accadendo inesorabilmente con i dischi in vinile.

A volte, però, la vita ci riserva alcune sorprese: infatti, proprio come il vinile sta riemergendo dai musei della discografia, così la lettura di libri cartacei conosce un “ritorno di fiamma”. Infatti, dopo una flessione avvenuta nei mesi del lockdown a causa della pandemia, fra i mesi di maggio e ottobre 2020, s’è registrato un aumento del 3,8% di lettori, raggiungendo una platea di 25 milioni di utenti, nella popolazione tra i 15 e i 74 anni.

La tendenza nei primi due mesi del 2021 ha addirittura dell’incredibile: la percentuale di vendita dei soli libri a stampa è cresciuta del 25%!

Il ministro della Cultura Dario Franceschini, intervistato sulla notizia, ha commentato molto positivamente il dato. Ha spiegato:

Siamo davanti ad un dato non episodico, ma strutturale, anche perché questa crescita non è comune a tutti i Paesi, ma è una particolarità italiana”.

Il ministro ha poi aggiunto come per gli italiani “il libro è riconosciuto come un bene essenziale, irrinunciabile”. Lo si è visto anche durante il confinamento e la ‘zona rossa’, come le librerie rimaste aperte abbiano ricevuto un riscontro ed un favore ampiamente positivo.

Eppure, i problemi restano: infatti, siamo ad un 61% di lettori italiani (ed, evidentemente, ad un 39% di non lettori!). Dato pur migliore del passato, ma sempre molto lontano dalle medie di altri paesi europei a noi vicini, come il 92% di Francia, 86% del Regno Unito, il 69% di Germania e il 68% di lettori spagnoli.

Certo, le misure politiche e finanziarie prese di recente dagli ultimi governi italiani vanno forse un po’ timidamente ad incentivare la lettura; sicuramente le biblioteche comunali e cittadine sono ancora troppo poche, “mute” nei contesti dei quartieri, e non certo a causa della pandemia!

Esse andrebbero animate e trasformate in centri di incontro culturali dei diversi rioni, quartieri, con appuntamenti pubblicizzati, con ospiti ed iniziative pubbliche. Potrebbe essere una bella idea per la ripresa delle attività sociali nel post-pandemia! Sicuramente, ne trarrebbero vantaggio i giovani, ma anche il resto della popolazione cittadina, senza limiti di età!

Quando da ragazzo iniziai ad ascoltare le storie e le favole di Gianni Rodari, mi piacquero tanto che non andavo a dormire la sera, senza ascoltarne una. Al mio compleanno mi regalarono uno dei suoi libri, non ricordo più quale dei tanti, eppure mi incuriosì tanto e mi rimane impressa la frase di un frontespizio:

«Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo».

Quest’ultima affermazione, assieme a quella di Umberto Eco sulle vite vissute, sono due validi motivi in più per coltivare il gusto della lettura!

Germano Baldazzi

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