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“Congo”, la grande storia di un grande paese

Quasi 700 pagine dedicate a un paese africano, un libro che si vende bene anche in un’Italia tante volte provinciale. E’ il piccolo miracolo realizzato da David Van Reybrouck,
studioso e scrittore belga, col suo “Congo”, pubblicato prima in neerlandese e finalmente tradotto in italiano per i tipi di Feltrinelli, un avvincente tuffo nella storia drammatica ed eroica di un grande popolo, quello congolese.
E’ questa la principale caratteristica del volume di Van Reybrouck, il fatto che la storia del gigante centrafricano ci è restituita come un’epopea collettiva, in cui si susseguono decine e decine di voci di africani, da quella del più che centenario Nkasi, che sostiene di aver conosciuto Stanley, a quelle degli ex bambini soldato dell’esercito di Kabila padre. Gli uomini e le donne incontrati ed intervistati dall’autore parlano di enormi tragedie e di luminose speranze, di utopie e di sconfitte, di sofferenza e di gioia, di sogni e di bruschi risvegli alla realtà. E’ l’eccezionale itinerario storico percorso dal Congo, una vicenda appassionante, in uno scenario che sembra destinato a far sì che nulla sia normale o moderato, ma sempre smisurato ed eccezionale, dalla visione larga e ispirata di un Lumumba alla megalomania cleptocrate di un Mobutu.

Centinaia di protagonisti di vicende grandi e piccole finiscono per tratteggiare un quadro che spinge il lettore ad ammettere che occorre abbandonare gli occhiali di “tenebra” con cui tanto spesso si guarda all’Africa, per scegliere la passione della scoperta, l’interesse per l’altro, la partecipazione all’avventura umana di un mondo che ti rimane dentro, a cui non si può restare indifferenti.

Francesco De Palma




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