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Lucio Caracciolo su “Repubblica”, La “Fortezza Europa” sarebbe un suicidio

Si riportano alcuni passaggi dell’articolo che il direttore di “Limes”, conosciuta rivista italiana di geopolitica, ha scritto per la “Repubblica” all’indomani del tragico attentato di Berlino. 


“La tentazione di chiuderci al mondo per proteggerci dal terrorismo è imperdonabile. Per almeno tre motivi. Primo, barricarci nella Fortezza Europa non è praticabile. Secondo, se lo fosse non servirebbe a garantirci dalla minaccia di attentati. Terzo, è esattamente ciò che vogliono i nostri nemici e non si vede perché noi si debba far dettare l’agenda da chi intende distruggerci. […]  Ammesso che in un impeto di barbarie ci si voglia circondare di cavalli di Frisia e affondare i barconi carichi di migranti illudendosi di colpire i terroristi, questo non farebbe che moltiplicare la minaccia a ciò che resta dei nostri valori. Nemmeno la Germania sarebbe immune dal fascino delle destre radicali. Già non lo è. […] I terroristi non hanno forza né credibilità per distruggerci. Il loro scopo non è di invaderci […] ma di minarci dall’interno. Trasformando i nostri paesi in territori-groviera, segnati da ghetti e buchi neri in cui esasperate popolazioni locali e immigrati si sfideranno non solo a parole. Perché la rivolta contro l’establishment, colpevole di trascurare i diritti delle classi medio-basse, che in Occidente si è finora prodotta soprattutto nelle urne, rischia di involvere in scontro sociale e di piazza contro gli immigrati. […] Il round finale avverrebbe fra razzisti che si esibiscono difensori della nostra ‘purezza’ e gruppi di islamici radicalizzati. A quel punto avremmo chiuso il cerchio dell’autolesionismo. Per la terza volta in un secolo”.

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