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Malawi: carestia e superstizione, accuse di stregoneria e linciaggi

Il 1° marzo scorso un gravissimo episodio di linciaggio è avvenuto nel distretto di Nsanje, nell’estremo sud del Malawi. Sette uomini, trovati in possesso di ossa umane, spesso utilizzate nelle pratiche di stregoneria, sono stati bruciati vivi da una folla inferocita, che gli ha fatto passare un copertone sulla testa, li ha cosparsi di benzina e vi ha appiccato il fuoco. 

Pare che la polizia, benché nei pressi, non sia intervenuta tempestivamente, né che si sia proceduto ad alcun arresto. La legge ha abdicato a chi si è fatto da solo giudice e carnefice. A duemila anni di distanza, mentre si avvicina la memoria della Settimana Santa, è triste constatare come la tentazione del “Crucifige! Crucifige!” sia ancora viva e vegeta.
Piuttosto, un’indagine è stata aperta per determinare l’origine delle ossa, se esse appartenessero o no a un albino. Il Malawi, infatti, sta vivendo una escalation di rapimenti e uccisioni di albini. Le autorità locali parlano di continue riesumazioni di corpi di albini, dal momento che alcuni loro organi sono ritenuti capaci di garantire ricchezza e favore attraverso opportune pratiche rituali.
In un tempo difficile, mentre la siccità e la carestia imperversano in quel piccolo paese dell’Africa australe, è facile credere ai falsi profeti del successo e della stregoneria. L’irrazionale si fa strada, in una stagione avvelenata dal morso del bisogno e dall’idolatria del denaro.
Alcuni mesi prima, a Neno, sempre in Malawi, anche quattro anziani erano stati brutalmente uccisi in un linciaggio. La loro colpa? Essere stregoni, aver “guidato” un fulmine contro una giovane di 17 anni. La locale Comunità di Sant’Egidio aveva emesso un comunicato per condannare tale terribile episodio e la cultura che lo ha permesso: “Facciamo appello ai capi villaggio, ai leader delle chiese, alle autorità pubbliche e private e a tutti i malawiani di buona volontà affinché si prevengano simili incidenti. Condannare la barbarie di simili azioni non è sufficiente, piuttosto dobbiamo sviluppare una cultura di protezione nei confronti degli anziani e di tutte le persone più deboli della nostra società, le più accusate di stregoneria. Schieriamoci tutti in favore della giustizia e contro ogni forma di linciaggio”.

Francesco De Palma

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